Tutti i dispositivi, in base alla tipologia, devono essere sottoposti a un processo di trattamento, riciclo, e smaltimento volto a recuperare le materie riutilizzabili e ad evitare che componenti inquinanti siano disperse nell’ambiente. Tutti i processi vengono gestiti conformemente alla normativa comunitaria, soprattutto in relazione alle disposizioni su salute, sicurezza e gestione dei rifiuti. Differenti sono le modalità di trattamento di pile e accumulatori.

Pile e accumulatori portatili seguono principalmente due differenti processi di riciclo, successivi alla fase di raccolta differenziata presso specifici punti di raccolta e di selezione (ossia la cernita dei materiali e la suddivisione delle pile in base alla loro tipologia):

Processo pirometallurgico

Dopo una fase di macinazione seguita dall’allontanamento del ferro per via magnetica, la polvere viene poi trattata in fornaci ad alta temperatura con lo scopo di recuperare dai fumi mercurio, cadmio e zinco; il residuo è composto per lo più da leghe ferro-manganese o talora da ossidi di manganese molto impuri.

Processo idrometallurgico

Dopo una fase di macinazione delle pile alcaline e zinco-carbone, avviene il recupero fisico delle seguenti frazioni: pasta di pile, carta e plastiche, materiali ferromagnetici.
Le polveri sono sottoposte ad un processo di lisciviazione che porta in soluzione gli ioni zinco, manganese e cadmio, da cui grafite e biossido di manganese sono separati e lo zinco recuperato per lo più tramite elettrolisi.

Il percorso di trattamento e riciclo degli accumulatori industriali e per veicoli, invece, ha tempi e modalità differenti.

Il processo di trattamento relativo ai dispositivi contenenti piombo prevede una fase di raccolta differenziata e il successivo trasporto in aree di stoccaggio dedicate; successivamente si procede per frantumazione, ossia il processo meccanico mediante il quale vengono triturate e separate le parti fisiche del dispositivo.

A questo punto le componenti plastiche, circa il 10%, vengono destinate alle industrie di riciclo, mentre le parti meccaniche vengono sottoposte a un processo di recupero, il cosiddetto “circolo virtuoso del riciclo”, che comprende due fasi:

  • fusione, nella quale il piombo viene raccolto in forni con l’aggiunta di reagenti specifici;
  • raffinazione del piombo derivato dalla fusione, che è poi sottoposto ad un percorso di eliminazione delle impurità. 
Al termine di questa ultima fase si otterrà il “piombo secondario”, del tutto uguale al minerale originario e con le stesse possibilità di utilizzo. 
Molto più complessi e onerosi sono i processi di smaltimento e di trattamento per le altre tipologie di accumulatori.